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oggi è

Minniti e il pdAvevo scritto la mia il giorno della candidatura di Minniti, dopodiché mi ero imposto di non dire più una sola parola su di lui fino a fine Congresso. (vedi post) Non l’ha nemmeno iniziato.

Ha aperto con un’intervista a Repubblica e ha chiuso con un’intervista a Repubblica. Leggetela se potete, e ditemi se non è surreale.

Di cosa si lamenta? Troppi candidati? Uno in meno rispetto a quando è sceso in piazza. La nascita dei comitati… erano già nati quando è sceso in piazza.

La distanza di Renzi dal congresso? L’ha detto in ogni luogo e in tutte le salse e noi l’abbiamo documentato fino allo sfinimento il suo: “noi non ci saremo”.

Per finire il suo anatema: “Spero davvero che nessuno pensi a una scissione. Si assumerebbe una responsabilità storica nei confronti della democrazia italiana. Indebolire il Pd significa indebolire la democrazia italiana”

E qui veramente si nota la lontananza di alcuni politici dai cittadini, il non rendersi conto che la scissione è già avvenuta quando il 4 Marzo centinaia di migliaia di elettori del Pd non si sono recati alle urne, e dal giorno dopo quando abbiamo iniziato quotidianamente a lasciare il partito a cui avevamo dato anima e corpo. Un esodo ogni giorno più forte. Quindi vorrei dire a Marco che il nazionapopulismo non si combatte rimanendo nel Pd, ma il contrario, bisogna essere credibili per farlo, bisogna dire chiaramente che si è contro questo governo e tutto quello che fa. Parlare ogni giorno solo ed esclusivamente di Salvini su ogni fesseria che dice e tacere sulle nefandezze incredibili che propone l’altra parte della maggioranza, non può essere credibile. Chiunque possa candidarsi ancora al congresso, il destino del Pd è segnato, comanderanno ancora quelli senza scrupoli, quelli pronti a legarsi mani e piedi a chiunque gli offra una poltrona.

Va bene tutto, ma come dice l’hashtag più in voga di questi tempi : #senzadime.

Ai miei amici invece vorrei consigliare maggiore prudenza negli innamoramenti, nei colpi di fulmini, ma soprattutto che se si sono appassionati alla politica, giochino alla politica. La Politica significa, idee, progetti, soluzioni, mezzi per raggiungerli. La politica non è un reality e tanto meno una partita di calcio.

Mentre scrivo, arriva un messaggio di Matteo Renzi, ecco fatevelo spiegare da lui come la pensa sul congresso:

Oggi i media parlano di nuovo delle divisioni del PD. E naturalmente c'è sempre qualche fonte anonima che dà la colpa a Renzi. Strano. 
Mettiamo le cose in fila. 
Dopo le elezioni io mi sono dimesso. Ho spiegato in un lungo discorso all'Assemblea Nazionale ciò che secondo me ho sbagliato e ciò che abbiamo fatto bene. Ma mi sono assunto io la responsabilità per tutti. 
Da quel momento ho fatto la mia battaglia da senatore dell'opposizione. Perché tale sono stato eletto non da qualche corrente ma dai cittadini del mio collegio. 
Ho fatto una battaglia contro l'accordo con i Cinque Stelle, per i vaccini obbligatori, contro il taglio alle periferie, contro il condono fiscale e quello edilizio. 
Su queste vicende la mia voce è arrivata, forte e chiara. 
Insieme a Padoan ho presentato una controproposta economica che dimezzerebbe lo spread e ridurrebbe le tasse. Ho riunito migliaia di persone alla Leopolda, chiedendo a tutti di non mollare. 
Continuerò a farlo, ovunque.
Da mesi non mi preoccupo della Ditta PD: mi preoccupo del Paese. Che è più importante anche del PD.
Tutti i giorni ho fatto sentire la mia voce contro il Ministro Sciacallo, Salvini. E contro il Ministro Prestanome, Di Maio. 
Non mi nascondo, io. Se devo fare una battaglia la faccio a viso aperto, io. 
Ma proprio per questo ho detto ai miei amici: non farò mai il capo di una corrente. Faccio una battaglia sulle idee, non per due poltrone interne. Per me le correnti sono la rovina del PD. Le correnti potevano andar bene nei partiti del Novecento: nella DC o nel PCI. Oggi le correnti non elaborano idee ma proteggono gruppi dirigenti. E tutta la mia esperienza, fin dai tempi delle primarie da Sindaco, dimostra che io sono abituato a rischiare in prima persona, non a chiedere il permesso a qualcuno.
Per cui: chiedetemi tutto ma non di fare il piccolo burattinaio al congresso del PD. 
Chi vincerà avrà il mio rispetto. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - dopo aver vinto due volte col 70% - sono stato attaccato dal fuoco amico dal giorno dopo. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - vittima ancora oggi di una campagna social vergognosa - la mia famiglia è stata trascinata in un fiume di fango su cui pochissimi nel gruppo dirigente hanno avuto il coraggio di esporsi. Mentre esponenti dei servizi segreti tramavano contro di me per il tramite di mio padre, larga parte del gruppo dirigente discuteva del mio carattere. Eddai. 
Stasera, alle 18, da Palazzo Giustiniani ne parliamo in diretta Facebook. Ma prima lasciatevi dire una cosa semplice, amici. 
Io non mollo di un centimetro la mia battaglia contro i cialtroni che stanno mandando l'Italia in recessione. Ma non chiedetemi di stare dietro alle divisioni del PD perché non le capisco, non le condivido, non mi appartengono.
Mi troverete sempre e per sempre dalla stessa parte: dalla parte di chi combatte per la politica e contro il populismo. Per la giustizia e contro il giustizialismo. Per la verità e contro le FakeNews.
Buona giornata - MR

 

acchiappabufale

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