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oggi è
350x350Tra maggio e giugno, i risparmiatori esteri hanno ritirato 72 miliardi di euro investiti in obbligazioni italiane, di cui 56 miliardi in titoli del debito pubblico. Significa che non si fidano più dell’Italia.
 
Se dovesse continuare, questo trend avrebbe almeno due conseguenze dannose:
 
1) nel brevissimo periodo, le banche italiane sono chiamate ad aumentare gli acquisti di debito pubblico per compensare il venir meno dei risparmiatori esteri. Questo alimenta - anziché ridurlo - il circolo vizioso tra fragilità di finanza pubblica e fragilità delle banche, aumentando esponenzialmente la nostra vulnerabilità ed esponendoci al rischio di regole europee più dure su questo argomento.
 
2) nel breve e medio periodo, l’aumento dei tassi di interesse sul nostro debito (sono già 1,7 miliardi in più nel 2018 e 3,4 nel 2019), che matematicamente possono essere ripagati solo in tre modi: o minore spesa pubblica (alla faccia del reddito di cittadinanza e dell’addio alla Fornero), o maggiori tasse (alla faccia della flat tax) o maggior debito (che alimenta il circolo vizioso di maggiori interessi, maggior debito... il film che è andato in onda in Grecia).
 
Lo capite adesso perché Salvini e Di Maio hanno un disperato bisogno di parlare d’altro (vaccini, migranti, legittima difesa)? Perché devono distrarre l’attenzione dal fatto che stanno portando i conti pubblici al disastro.

acchiappabufale

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