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oggi è

SIRI 350x350Luigi Marattin, nel post che state per leggere, si diverte(ancora una volta), a smontare le idee di Armando Siri.

Buona lettura!

 

ARMANDO SIRI, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI CON LA PASSIONE PER LA FINANZA PUBBLICA.
 
Dopo la monumentale intervista di domenica scorsa (in cui lancio’ l’idea dei Btp #soloagliitaliani) ieri è tornato a farsi vivo il sottosegretario ai Trasposti, Armando Siri (Lega).
 
Ha forse commentato il dato - uscito l’altro ieri - secondo cui le società di trasporto pubblico locale hanno più di 700 milioni di buco (un tema su cui ha, da membro del governo, piena competenza)? Ha lanciato una soluzione a quel problema?
 
Ma neanche per idea. Il prode Siri continua a offrire le sue ricette per salvare le finanze pubbliche italiane. “Ci sono 400 miliardi di patrimonio pubblico. Facciamo una S.p.a., mettiamoceli dentro, emettiamo obbligazioni e col ricavato risaniamo i conti pubblici!”.
 
Come possiamo commentare quest’idea?
 
1) il 9 maggio il Mef ha pubblicato i risultati del censimento degli immobili pubblici. Davvero un peccato che il Sottosegretario Siri non abbia studiato quel documento prima di parlare. In esso si dice che il valore dei fabbricati pubblici è di 283 miliardi (e non i 400 di cui parla Siri).
 
2) il 77% (per un valore di 217 mld) di questo patrimonio è usato direttamente dalla pubblica amministrazione. Il che significa che se lo vendo, poi devo pagare l’affitto (su quello o su un altro immobile). Anche ipotizzando possibili - e auspicabili - azioni di razionalizzazione, questo significa in ogni caso far aumentare la spesa corrente della PA (=la spesa per affitti è spesa corrente). Senza incidere significativamente sul debito (vedi punto 3).
 
3) rimangono 66 miliardi. Che sui 2300 miliardi di debito pubblico ammontano ad un misero 2,8%. Ma l’idea di Siri e’ diversa. Quel patrimonio deve andare a costituire una società che usi quel capitale per emettere debito (la cosiddetta “leva finanziaria”), che a suo dire deve servire a ristrutturare gli edifici per poi venderli. E col ricavato ridurre il debito. Geniale no? Chissà come mai nessuno ci ha pensato prima.
 
In realtà qualcuno ci ha pensato, e lo ha pure fatto. Questa stessa identica operazione fu realizzata da Tremonti, con la Patrimonio Spa nel 2002. Fu un completo fallimento, proprio per le ragioni che abbiamo riportato, tanto che lo stesso Tremonti decise di chiuderla nel 2010.
 
Aver dimostrato che l’idea di Siri è una (ennesima) sciocchezza equivale a dire che non dobbiamo fare nulla col patrimonio pubblico?
 
No. Significa che l’opera di ristrutturazione, razionalizzazione e efficientamento del patrimonio pubblico - a mio parere ottimamente iniziata negli ultimi anni dall’Agenzia del Demanio - va proseguita e intensificata, ma con lo scopo di risparmiare spesa corrente (dall’efficientamento energetico e dalla razionalizzazione dei plessi), non necessariamente di ridurre il debito. Le dimensioni del nostro debito pubblico, purtroppo, rendono velleitaria qualsiasi azione sul patrimonio immobiliare pubblico, che come abbiamo dimostrato è troppo piccolo per incidere significativamente sullo stock del debito. Può - assieme al patrimonio pubblico mobiliare - essere usato come supporto e assicurazione ad una traiettoria di riduzione, ma non come strumento principale.
 
Attendiamo fiduciosi la prossima sparata del sottosegretario Siri. Sperando che prima o poi sia, almeno, sulle deleghe ad egli assegnate.

 

 

acchiappabufale

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