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oggi è

350x350Luigi Marattin , Deputato PD, ci spiega e smonta le cialtronate chesi stanno divulgando in questi giorni.

Ieri in Parlamento c’è stata un’audizione dell’Agenzia delle Entrate. I dati forniti ci consentono di fare un po’ di chiarezza su tutte le cialtronate che vi stanno raccontando in queste settimane. Proviamo?
 
1) La prima “rottamazione delle cartelle” voluta dal Governo Renzi 2016 ha già incassato 7,2 miliardi, e con l’ultima rata arriverà probabilmente a 8,2 miliardi, molto più di quanto previsto. Era un condono? No. Chi aderiva versava tutto quanto dovuto, più gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo. Venivano cancellati solo sanzioni e interessi di mora.
 
2) La seconda “rottamazione” (voluta dal Governo Gentiloni) ha previsioni di incasso di circa 2 miliardi, tra 2018 e 2019, e tutto sta procedendo secondo le stime. Valgono le stesse regole: si paga tutto fino all’ultimo centesimo, vengono solo abbuonate sanzioni e interessi di mora.
 
3) Sono realistiche le sparate di Salvini sulla “pace fiscale” per finanziare la flat tax?
 
I crediti in pancia all’Agenzia delle Entrate nel periodo 2000-2017 ammontano a 871 miliardi. Escludendo quelli facenti riferimento a contribuenti falliti, deceduti o nullatenenti, quelli già pagati con la rottamazione delle cartelle e quelle per cui nessuna riscossione è stata comunque possibile, rimangono solo 84,2 miliardi.
 
Salvini e la Lega dicono che chiuderanno i conti con questi soggetti facendogli pagare solo il 10% di quanto dovuto, e con questo ci finanzieranno i 50 miliardi della flat tax. Ma il 10% di 84,2 fa 8,42 miliardi, non 50. Ne mancano circa 42 (e comunque sarebbe un incasso una-tantum, mentre la flat tax andrebbe finanziata ogni anno). Senza contare, ovviamente, che quest’operazione è ben diversa dalla “rottamazione delle cartelle” (dove pagavi tutto, tranne sanzioni e interessi): si tratta di un vero schiaffo a chi le tasse le ha sempre pagate.
 
4) In questi ultimi anni il sistema con cui lo Stato riscuote le tasse è profondamente cambiato. L’obiettivo è diventato semplificare tramite digitalizzazione: il risultato è stato raggiunto per lavoratori dipendenti e pensionati (con la dichiarazione pre-compilata), ed è in via di raggiungimento per le partite Iva (una volta che, tra 6 mesi, andrà a regime la fatturazione elettronica e si completerà il previsto percorso di abolizione dello spesometro). Da quest’anno sono stati aboliti gli studi di settore, e il Fisco è passato dalla mentalità di “guardiano cattivo” a quello di “consulente illuminato”, che dialoga col contribuente prima che qualche problema possa sorgere, e non solo dopo per punirlo.

acchiappabufale

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