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Probabilmente, Nettuno non  essendo un grande città non ha molta attenzione da parte dei mass/media. Ma, vi assicuriamo che quello di cui verrete tra poco a conoscenza sarà molto utile per capire ancora di più la natura del M5S.


La gestione di Nettuno secondo "Il Fatto Quotidiano"

 

Il link che potrete leggere è riferito ad un articolo di Andrea Palladino de " Il Fatto Quotidano" cliccando qui

 

La versione del "Dibba Nazionale"

 

Sul suo profilo Facebook il pentastellato Alessandro Di Battista ci racconta sempre le stesse cose ma stavolta applicate alla città di Nettuno:

 

"Per farvi capire quel che deve affrontare il M5S al governo delle città è bene sapere quel che sta accadendo a Nettuno. Nel 2005 Nettuno, un comune del litorale laziale, venne sciolto per mafia. Era (e in parte è ancora) diventato terra di conquista delle cosche. Tra queste la 'ndrangheta e la camorra dei casalesi che a quei tempi aveva (ha ancora?) anche i suoi “rappresentanti” in Parlamento. Nelle ultime elezioni a Nettuno ha vinto il M5S e Angelo Casto, poliziotto e vice-questore aggiunto, è diventato sindaco della città. Appena entrato in comune Angelo ha scritto al prefetto chiedendo il commissariamento degli appalti sui rifiuti dati ad una società, l'IPI (della famiglia Deodati), colpita da una interdittiva anti-mafia. Non l'avesse mai fatto! Il “sistema” si è subito messo al lavoro per colpire Angelo. Pressioni di ogni tipo e ovviamente campagne denigratorie a mezzo stampa. Insomma la solita operazione contro chi vuole tagliare con il passato. Un giornale locale che si chiama “Controcorrente” butta fango addosso al sindaco. “Controcorrente” appartiene ad Agostino Gaeta il quale, insieme a Laura D'Amore (già portavoce dell'ex-parlamentare europeo di Forza Italia Stefano Zappalà) sta mettendo in piedi un altro giornale rivolto a tutto il litorale romano. Tra i finanziatori di questo progetto c'è un grande imprenditore del settore dei rifiuti. Chi sarà mai? Tra l'altro “Controcorrente” viene stampato da Daniele Reguiz (già candidato alle primarie per Nettuno per il PD). Reguiz è anche proprietario di Dcomunication che è l'editore di una TV locale che ha sede in una villa appena fuori Nettuno. E chi è il proprietario della villa? Antonio Nocera, imprenditore dei rifiuti che nel 1999 venne condannato per truffa e poi nel 2007 venne arrestato per traffico illecito di rifiuti (processo caduto in prescrizione grazie alle leggi fatte da PD e PDL negli anni). Tra l'altro l'area utilizzata dalla IPI per i rifiuti (la IPI la società che ha gli appalti che Angelo Casto ha chiesto al prefetto di commissariare) appartiene ai familiari di Nocera. Questo è il quadro a Nettuno. Se ti metti contro certi interessi ti tocca affrontare tutto questo. I cittadini di Nettuno dopo aver votato Angelo devono sostenerlo. Votare non basta più! Vi rendete conto dei “poteri” che stiamo toccando e dei rischi che questo comporta? Certo oggi certi “poteri” non ti fanno più fuori fisicamente. Provano a farti fuori in altro modo. Magari organizzando campagne stampa denigratorie di una violenza inaudita. Per questo i giornalisti con la schiena dritta sono indispensabili, hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo sano della nostra società. Andrea Palladino sul Fatto ha raccontato la questione Nettuno in modo esemplare. Grazie. E grazie ad Angelo. Angelo non sei solo e certi attacchi sono medaglie al valore. Siamo tutti con te!

 

Agostino Gaeta all'uscita dell'articolo sul Fatto, scrive questa riflessione, cerca di capire il senso dell'articolo ma si perde, e anche noi.

 

ARRIVANO I PRIMI DOSSIERAGGI
Cerchiamo di capire perche' mi sto perdendo. Dunque qualcuno passa al Fatto un dossier su di me. Passa atti processuali riguardanti l'annosa questione della Lottizzazione Fiori, la piu' sporca speculazione edilizia del Comune di Nettuno, la madre dell'abuso edilizio. Una battaglia di legalita' che finalmente va a processo. Che il dossieraggio abbia una sua precisa identita" lo dimostra il particolare che il cognato di Casto direttore del settimanale locale, domenica mattina anticipa quello che il giorno successivo appare su il Fatto. Nel tritacarne finisce anche il 'dem Reguiz" che secondo il giornale di Travaglio e' collegato con Nocera quale proprietario dell'immobile sede di Young tv e del giornale on line Il Clandestino. E qui mi sfugge il senso del complotto mafioso se il Clandestino e' ormai l'organo di stampa del sindaco Casto. Ne racconta le gesta quotidiane, anche cose che sarebbero superflue e di matrice populista. 
Pero' poi ci sarebbe un sodalizio tra me e Reguiz il quale stampa Controcorrente, ma non hanno scritto che Controcorrente produce Ocriculum che, modestia a parte, e' il programma che fa il piu' alto indice di ascolto,. Considerato che non siamo missionari e che anche Travaglio quando fa le comparsate televisive incassa conpensi, questa potrebbe essere la ragione per cui Reguiz stampa Controcorrente in digitale...cioe' fotocopie ( piu" o meno) infatti il giornale fa schifo e si regge solo per i contenuti e per l'intetessante lavoro giornalistico. Ed allora se questi sono o mafiosi noi dovremmo essere fuori se il giornale on line fa da ufficio da stampa di Casto e sta nella struttura di Nocera, che poveraccio, finisce nella bufera solo per aver creduto nello sviluppo di una tv locale concedendo in uso la sede ,perche' e"' dimostrato che non ha alcun interesse in quella azienda editoriale che invece fa gli interessi politici del sindaco. Io non c' ho capito un organo riproduttivo e per costruire un dossieraggio contro di me, hanno fatto tutti sti impicci, peraltro da dilettanti. Allo stesso modo dei brogli amministrativi. E tanto prr entrare nel comico i pippa boy's organizzano pure la MARCIA SU NETTUNO. Ma dai, questi sembrano ragazxini viziati piu" che politici e candidati al ranngo di statisti. Il dibbapippa ha dichiarato che vuole fare il ministro degli esteri. E si bravo!

 

Daniele Reguiz si difende dalle accuse de "Il Fatto Quotidiano"

 

 

Non posso accettare che ai miei figli dicano “tuo padre è un mafioso” solo perché alcuni vogliono oscurare una città che aspetta risposte importanti e che si merita di uscire dalla situazione di stallo che sta vivendo.

Sono Daniele Reguiz, Presidente dell’Associazione Culturale Dcomunication, editore de “Il Clandestino Giornale”, il quotidiano online più letto del litorale, e dell’emittente locale YOUNGTV che copre il territorio della Regione Lazio.

Un’associazione che sul territorio veicola le notizie della nostra realtà su diverse altre testate locali, compresi quotidiani, nel miglior modo possibile, senza condizionamenti di nessun tipo. Credo che questo sia sotto gli occhi di tutti: basta vedere come i nostri articoli e servizi giornalistici non attacchino mai in maniera strumentale e/o infondata personaggi politici di qualsiasi colore, ma raccontano fatti e cronache del territorio, comprese le attività del Sindaco Angelo Casto, persona che rispetto e stimo.

L’articolo uscito domenica sul Fatto Quotidiano a firma di Andrea Palladino sottintende che il semplice fatto di stampare un giornale mi veda parte di un'organizzazione a delinquere di stampo mafioso . Lo stesso messaggio viene ribadito dai parlamentari grillini Roberta Lombardi e Alessandro Di Battista sui loro profili social, mettendomi in pasto alla gogna mediatica non solo locale ma anche nazionale.

La Dcomunication si occupa di tante cose: stampe in generale, non solo di giornali, ma anche brochure, volantini, opuscoli, manifesti, produzioni televisive anche perché non beneficiamo, così come Il Fatto Quotidiano, di alcun contributo pubblico e dobbiamo lavorare con impegno e costanza per pagare i nostri giornalisti e i tecnici, tutti contrattualmente in regola.

Io rispondo davanti agli organi competenti degli articoli scritti dai nostri mezzi di informazione e dai giornalisti che lavorano per la nostra Associazione. Ci prendiamo le responsabilità dei nostri prodotti editoriali e non di quelli che stampiamo per conto altrui: Controcorrente ha un proprio editore, un proprio direttore responsabile e un proprio direttore editoriale. Dcomunication si occupa della stampa di questo prodotto editoriale su cui non mette bocca.

Non capisco la mescolanza da parte del giornale di Palladino di argomenti affrontati perlopiù sommariamente e in maniera pretestuosa, all'interno di un solo articolo, che riporta delle “registrazioni” di un soggetto la cui posizione è stata archiviata diversi anni fa e che non è stato nemmeno iscritto sul registro degli indagati e che, tra l’altro, non sembra avere un nesso neanche con la tesi che si vuole sostenere.

Trovo altresì fuorviante mischiare il mio legame con Tonino Nocera. Un rapporto che dura dalle mie prime esperienze radiofoniche sportive, da quando era Presidente del Nettuno Calcio e che ben quattro anni fa, parliamo del 2012, ha ceduto in comodato d’uso i locali di sua proprietà all'allora presidente dell’associazione Dcomunication, oggi da me guidata, quando un altro imprenditore di Nettuno, con cui abbiamo ancora oggi una contesa legale in corso, ci cacciò dalla vecchia sede lasciandoci in seria difficoltà.
Caro Palladino, cari On. Lombardi e Di Battista, non posso permettere a nessuno di far passare l’ipotesi che Daniele Reguiz (probabilmente tirato in ballo solamente in quanto esponente del Pd) faccia parte di una cordata anti-Casto, perlopiù di stampo mafioso, per avere tra i clienti di stampa il settimanale Controcorrente quando l’evidenza è ben altra.

Sì, è vero, siamo in comodato d’uso nei locali di Nocera e probabilmente vi serve una copertura fantasiosa solo per poter deviare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle varie inchieste che il signor Gaeta sta portando avanti.

Non siamo a Cuba, per fortuna, dove le amicizie devono essere tenute nascoste. Siamo in Italia siamo di Nettuno, ci conosciamo tutti e io parlo e frequento chi mi pare, siamo o non siamo una democrazia? Agostino Gaeta ha sempre portato avanti il proprio mestiere, facendo inchieste per suo conto sul suo giornale, come è suo diritto, sul settimanale Controcorrente, di cui, ripeto, io curo solamente la stampa, senza influire sul contenuto editoriale, di cui non posso e non devo rispondere.

Io rispondo per le mie testate che hanno scelto linee diverse da Gaeta, e ne è la prova che il Clandestinogiornale.it racconta della città, tra cui i vari interventi del Sindaco di Nettuno. Articoli di cronaca e non, fatti da giornalisti stipendiati dalla nostra Associazione culturale Dcomunication. Ci dispiace profondamente essere screditati da altri giornalisti con illazioni e non fatti, creando danno a una realtà che con fatica lavora sul territorio facendo della correttezza la propria bandiera.

Abbiamo scritto di Chiavetta, abbiamo scritto di Fernando Mancini con il rispetto delle persone, accertando i fatti e non strumentalizzando le notizie. Prima ci documentiamo e poi scriviamo, sappiamo che abbiamo delle responsabilità quando si parla di persone. 
A conferma di ciò il fatto che alcuni ci hanno addirittura etichettato come portavoce di Angelo Casto, sindaco 5 Stelle di Nettuno. Noi ci atteniamo ai fatti, che vedono ora al potere un'amministrazione, e qualsiasi fosse il colore politico, noi la raccontiamo, con il massimo equilibrio possibile da parte dei nostri giornalisti.

Per tutto questo rigetto con forza il messaggio che è stato dato di “mafioso”, o del far parte di un complotto costruito tra “il settimanale, il dem e il monnezzaro”. Non farò finta di nulla, infatti ho già dato compito ai miei avvocati di adire le vie legali contro chi mi ha descritto come facente parte di complotti mafiosi contro il sindaco di Nettuno.

Con rispetto 
Daniele REGUIZ,
Presidente Associazione Culturale DCOMUNICATION

 

In sintesi, senza entrare nel merito del problema, riassumiamo i titoli, ma anche i misteri.

  1. Agostino Gaeta che edita un giornalino fatto in casa, stampato in pochissime copie e anche male, scrive una serie di domande al Sindaco pentastellato. Domande che riguardano alcuni fatti strani, quali apparenti conflitti di interessi, apparenti incompatibilità, strane nomine. In pratica fa il suo lavoro, come del resto aveva fatto con il precedente sindaco Pd.
  2. Sorvoliamo sul clima che si crea fra lui e i militanti 5s, perché quella ormai è questione a cui dovremo abituarci.
  3. La domanda che sorge spontanea è invece un'altra: Gaeta fa delle domande. Ok, basta rispondergli e documentare che sbaglia.  Si ritiene che Gaeta abbia calunniato qualcuno? lo si quereli, impiegano un attimo, non devono nemmeno rivolgersi a terzi.
  4. È normale far intervenire un quotidiano nazionale che confeziona una montagna di balle e notizie imprecise, e alla fine  precipita anche nel grottesco quando parla di poteri forti e mafia, di un giornalista che ha la redazione in un angolo della sua cucina e stampa il giornale tipo ciclostile.

 

Insomma, noi siamo garantisti, corretti, e ci basiamo solo sui fatti. Ma guardate che l'uomo della strada, la casalinga di Voghera, per intenderci quelli che ragionano Grillino, di sicuro penseranno: ma vuoi vedere che Gaeta cì ha preso?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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