LOGO200

oggi è

350x234Il grillino Alessandro di Battista aveva creduto che la piazza fuori da Montecitorio fosse contro il Rosatellum,  invece.....


 Sono le due e mezza del pomeriggio, quando i rivoluzionari del generale Antonio Pappalardo, radunati dalla mattina in piazza del Popolo, arrivano davanti a Montecitorio. Armati di tamburi e megafoni chiedono ai parlamentari "abusivi" di uscire dalla Camera: "Ladri, ladri", gridano. Alla folla si unisce uno sparuto gruppo di leghisti, indipendentisti giunti a Roma per spiegare le ragioni del loro voto sull'autonomia. La piazza, insomma, e' variegata. Nel palazzo, intanto, si sta per discutere la legge elettorale e il governo si appresta a mettere la fiducia. I Cinque stelle annunciano barricate, tanto che alcuni militanti in mattinata hanno gia' manifestato davanti Montecitorio. Nulla di strano, quindi, quando Alessandro Di Battista sceglie di lasciare il palazzo per gettarsi tra la folla, convinto che siano tutti pentastellati. Pappalardo fiuta l'aria e prova a girare l'occasione a suo favore: "I Cinque stelle sono nostri fratelli, se vorranno unirsi alla nostra battaglia li accoglieremo a braccia aperte, ma devono uscire da questo Parlamento di abusivi". E Di Battista esce. Si toglie la giacca, sale sulla balaustra che divide la piazza del palazzo dai manifestanti, e attacca: "Solo Mussolini e De Gasperi hanno messo la fiducia sulla legge elettorale, e' uno schifo. Non e' solo una legge contro una forza politica, ma contro la democrazia". La piazza, che lo aveva accolto con gli applausi, resta esterrefatta: loro sono li' per fare la rivoluzione, mica per emendare il rosatellum bis. Partono allora i primi fischiall'indirizzo di Di Battista, seguono a stretto giro gli insulti. Lui va in confusione: "Non so chi vi ha convocato, grazie siete tanti, non molliamo, al di la' dell'appartenenza politica". La piazza, pero', lo bersaglia: "Buffoni, ladri, ridateci le chiavi. Devi uscire pure tu, abusivo, non restare dentro". Ma Di Battista, restituito il megafono, rientra nel palazzo. Tra ifischi. E Pappalardo fa la capriola: "Loro stanno nel palazzo a parlare con i ladri, io con i ladri non ci parlo".

Fonte:Dire

mancano alle elezioni amministrative:

acchiappabufale

Seguici su Facebook

ora siamo :

Abbiamo 353 visitatori e nessun utente online